Tra le principali novità l´istituzione di un Presidente del Consiglio Europeo eletto ogni 2 anni e dell´Alto Rappresentante per la Politica Estera (di fatto il ministro degli esteri Ue), il quale è anche vicepresidente della Commissione e riunisce in una sola persona le precedenti figure del commissario agli esteri e dell´alto rappresentante per la politica estera e di difesa.
Il Parlamento Europeo esce rafforzato e ora può dire la sua (attraverso il processo di codecisione con il Consiglio) su nuove delicate materie: giustizia, immigrazione, trattati internazionali e bilancio. Il potere di veto tra i 27 viene escluso in 45 ambiti di decisione, pur rimanendo in alcuni settori chiave, come il fisco e la difesa.
Per la prima volta nella sua storia, l´Ue ha una propria personalità giuridica, con la facoltà quindi di firmare i Trattati internazionali. Incorporata nel Trattato tramite un articolo, diventerà giuridicamente vincolante per tutti i paesi dell´Unione Europea, ma non per Regno Unito, Polonia e Repubblica Ceca che hanno chiesto e ottenuto un´esenzione.
Se da un lato tali importanti novità ci incoraggiano, ci pongono, dall´altro, di fronte al problema del futuro dell’Unione Europea e della sua necessità di rilancio. Il dibattito, però, non può esaurirsi semplicemente nella ricerca della ripartizione ottimale delle competenze fra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio. E’ doveroso da parte di tutti noi sfruttare questo momento per una riflessione sull´identità profonda dell´Europa, sul suo ethos e il suo telos, le sue radici cristiane, la sua capacità di autocomprensione.
Il dibattito è ampio e complesso. Ritengo tuttavia possa costituire spunto importante per tale riflessione un breve ricordo della figura del grande statista italiano Alcide De Gasperi, un ricordo che non ambisce ad essere esaustivo ma che si accontenta di rimandare i Lettori a personali approfondimenti.
De Gasperi fu uno dei padri fondatori dell´Europa, insieme a Robert Schuman e Konrad Adenauer (tutti e tre ferventi cattolici, tanto che dei primi due si è aperta la causa di beatificazione). Lo statista trentino fu protagonista della ricostruzione politica ed economica dell´Italia dopo la seconda guerra mondiale e leader dei governi di centro formatisi a partire dal 1947. Mostrò subito di avere le idee chiare sulla collocazione dell´Italia nell´Occidente anticomunista e, in qualità di Presidente del Consiglio, carica che manterrà fino al luglio del 1953, contribuì all´uscita dell´Italia dall´isolamento internazionale, favorendo l´adesione al Patto Atlantico e partecipando alle prime consultazioni che avrebbero condotto all´unificazione economica dell´Europa.
Decisivo in tal senso fu il suo contributo per la formazione del Piano Schuman che avrebbe condotto nel 1951 alla formazione della CECA. L’europeismo che animò la vita politica dello statista trentino nasceva in primis da un forte desiderio di pace dopo gli orrori della guerra che aveva devastato il nostro Continente. De Gasperi era consapevole che solo un’Europa unita avrebbe potuto assicurare al Continente un duraturo periodo di pace e che proprio questa sarebbe stata la via che avrebbe condotto l´Italia a superare la sua crisi. Da ricordare, infine, i suoi sforzi volti alla creazione della Comunità Europea di Difesa (CED), che avrebbe dovuto aiutare l´Europa ad acquisire maggiore peso politico nei confronti degli Stati Uniti, tentativo fallito dopo la bocciatura dell´Assemblèe Nationale nel 1954.
Nelle sue idee c’era la cultura del cattolicesimo democratico e liberale. Era una visione della politica profondamente ispirata ai valori cristiani, ma in cui si esprimeva il principio della laicità dello stato come valore irrinunciabile.
Fervente praticante (irrinunciabile per lui la S.Messa quotidiana), nel 1993 si è aperta la causa per la sua beatificazione.
Scriveva Papa Benedetto XVI nel discorso ai membri del consiglio della Fondazione Alcide De Gasperi il 20 giugno 2009: “spiritualità e politica si integrarono così bene in lui che, se si vuole comprendere sino in fondo questo stimato uomo di governo, occorre non limitarsi a registrare i risultati politici da lui conseguiti, ma bisogna tener conto anche della sua fine sensibilità religiosa e della fede salda che costantemente ne animò il pensiero e l’azione”.
L´auspicio è che nella riscoperta di questa figura di uomo e di cristiano si possa ancora trovare ispirazione per le scelte che l´Europa adotterà nei prossimi anni.
Autore: Davide Occhetti
Data: 26 marzo 2010
Tipologia: Cultura